La dimensione economica del caregiving formale e informale nel paziente con Fibrillazione Atriale

OBIETTIVI
La Fibrillazione Atriale (FA) è una malattia dovuta a caratteristiche anatomiche o elettrofisiologiche dell’atrio sinistro, congenite o insorte acutamente con temibile conseguenza come l’ictus cerebrale. In Italia la FA colpisce in media il 2,04% della popolazione e l’azione del caregiver, ovvero di colui che fornisce assistenza ad un’altra persona, è molto importante per questi pazienti. Il caregiver può essere formale, ovvero professionisti, o informale e familiare, senza ricevere alcun compenso. L’azione del caregiver per il paziente con FA è fondamentale non solo nella gestione delle attività day by day, ma soprattutto nella gestione dei trasporti dei pazienti sottoposti a terapia anticoagulante, che devono controllare periodicamente i parametri della coagulazione.

METODI
FederAipa, la Federazione delle Associazioni Italiane di Pazienti Anticoagulati, ha condotto uno studio attraverso la somministrazione di un questionario ai suoi iscritti e pazienti. L’indagine mira ad analizzare i bisogni diretti non sanitari dei pazienti con FA, con un focus particolare sulle criticità assistenziali e sull’impatto economico dell’impiego di un caregiver formale e informale. Inoltre, l’indagine ha permesso di apprezzare la differenza delle esigenze assistenziali e del relativo impatto economico del caregiver tra pazienti che hanno riportato di avere avuto un Ictus, rispetto a quelli che non l’hanno avuto. FederAipa ha somministrato i questionari tra maggio e luglio 2016 ed ha ottenuto 364 risposte. Il gruppo dei rispondenti è costituito per il 52,2% da uomini e per il 47,8% da donne e l’età media è di 71,3 anni.

RISULTATI
Tra i 364 rispondenti al questionario, si evince che per il 19,2% degli intervistati la condizione di limitata autonomia rende necessaria un’assistenza domiciliare a pagamento. Tale assistenza a pagamento si traduce in un costo che, a seconda del costo-orario preso in considerazione, può oscillare tra 159 € e 468 € in media a settimana. Facendo riferimento ad entrambe le tipologie di caregiver (formale e informale), inoltre si evidenzia che i costi stimati nell’arco di un anno ammontano a 15.897 € per il fabbisogno assistenziale diretto non sanitario per i malati di FA con ictus, e di 11.384 € per i malati di FA che non hanno avuto ictus. L’avere avuto un ictus pertanto incrementa il costo diretto non sanitario per l’assistenza da parte del caregiver formale e informale del 39,6% rispetto a coloro che non hanno un ictus.

CONCLUSIONI
Una differenza del 40% nell’impatto economico del caregiver formale e informale tra chi ha avuto l’ictus e chi non l’ha avuto è un dato molto elevato. È necessario perciò pensare a una strategia per ridurre i casi di ictus, attraverso una maggiore aderenza alla terapia, ma anche attraverso la collaborazione tra le Associazioni di Pazienti Anticoagulati Italiane.

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