Progetti

Tecnologie innovative per la valutazione del rischio e la promozione degli stili di vita: validazione e diffusione risultati – A cura dell’ISS

Il progetto ha come obiettivo di sviluppare una app per smartphone con l’obiettivo di:

  • Raccogliere i dati relativi ai fattori di rischio dell’ictus, stimare il rischio cardio-cerebrovascolare e fornire conoscenza e raccomandazioni nel riguardo degli stili di vita salutari e da perseguire
  • Permettere a coloro che presentano condizioni di rischio una gestione partecipata della propria patologia

Per coloro che non hanno avuto un evento cardiovascolare la app permetterà in primo luogo di valutare il proprio livello di rischio cardiovascolare sulla base di otto fattori di rischio (solo per le persone 35-69 anni) applicando il software cuore.exe dell’ISS, basato sulla funzione di rischio italiana realizzata attraverso studi longitudinali italiani; in base a questa valutazione darà delle indicazioni per la modifica degli stili di vita.

Per coloro che hanno già avuto un evento cardiovascolare verranno raccolti i fattori di rischio e la presenza di condizioni di rischio per l’ictus (infarto del miocardio, ipertrofia ventricolare sinistra, fibrillazione atriale, malattia renale cronica, diabete) sulla base dei dati forniti dai MMG e delle terapie farmacologiche.

I fattori che saranno monitorati su una base temporale programmabile dalla app sono: l’alimentazione, in particolare il consumo di sale e di bevande alcooliche; l’attività fisica; il fumo; la pressione arteriosa; la colesterolemia totale e HDL, la glicemia; il peso; eventi di fibrillazione atriale; terapie farmacologiche. La scolarità (livello di scolarità, anni di studio) verrà considerata come proxy del livello socio-economico.

Seguendo le recenti linee guida della ESC, la app suggerirà ai pazienti >65 anni di effettuare uno screening della FA e ai pazienti >75 anni di effettuare uno screening sistematico della FA, fornendo precise indicazioni sul percorso diagnostico. Per i pazienti con storia di FA si richiederanno anche i dati relativi alla terapia anticoagulante, se presente: si suggerirà di seguire uno specifico percorso diagnostico/terapeutico se non presente.

Si prevede l’arruolamento di 10.000 soggetti. Tutti i dati saranno raccolti in modo anonimo dall’ISS, così da permettere un supporto all’aggiornamento del rischio cardiovascolare nella popolazione generale e valutare quanto e come un approccio proattivo possa influire sulla prevenzione dell’ictus.

In particolare si valuterà il ruolo della modifica degli stili di vita, sia globalmente che separatamente. Si potranno quindi anche fornire indicazioni relative al peso di ciascuno stile di vita nella prevenzione. Questo sarà un risultato molto importante a livello nazionale ed Europeo perché consentirà di indirizzare opportune campagne di sensibilizzazione. Inoltre essendo basato su una documentazione personale che “viaggia” con la persona, rappresenterà uno strumento utile nella mobilità della persona.

Il progetto si propone come supporto alla azione di prevenzione dei medici di medicina generale.

La diffusione dei dati scientifici e risultati di ricerca avverrà mediante opportune giornate di formazione e la stesura di un documento tecnico-scientifico relativo all’innovazione tecnologica necessaria per implementare una medicina proattiva nella gestione dell’ictus.

A supporto del progetto verrà svolta una forte attività di comunicazione attraverso comunicati stampa, conferenze, brochure e sito web. I comunicati stampa permetteranno di promuovere la partecipazione. Le conferenze permetteranno di diffondere le informazioni sui risultati ricercati/raggiunti e riflettere sulla loro sostenibilità. Le brochure e il sito web hanno l’obiettivo di comunicare in maniera chiara e sintetica quali sono le caratteristiche principali e gli obiettivi del progetto e della app. Saranno riportati il QR code e il link per scaricare la app, unitamente a video tutoriali per il suo utilizzo.

 

La Riabilitazione post-ictus in Italia – A cura di A.L.I.Ce

Scopo del progetto è quello di:

  • Permettere la valutazione qualitativa della assistenza e delle cure riabilitative prestate a favore dei pazienti colpiti da ictus cerebrale in Italia
  • Attivare la produzione di report e pubblicazioni scientifiche utili agli amministratori ed ai professionisti per il miglioramento di tali prestazioni sanitarie in Italia.

Le attività previste:

  • Raccolta sistematica ed analisi comparativa di tutti i documenti/delibere istituzionalmente prodotti da Regione, Aziende Sanitarie o Ospedali riguarda alla organizzazione /gestione delle cura riabilitative ai pazienti con ictus bisognosi di tali cure. Promozione di inchieste sistematiche per la rilevazione diretta della esperienza /soddisfazione dei pazienti rispetto all’assistenza riabilitativa ricevuta.
  • Formulazione e raccolta di questionari (somministrati agli operatori professionali del percorso assistenziale ictus: medici, infermieri, fisioterapisti, assistenti sanitari e sociali) sulle procedure organizzative per la riabilitazione post ictus in ciascuna realtà locale. Tale indagine sarà incentrata preferenzialmente sui responsabili delle Unità ICTUS di ciascun ospedale e ciascun territorio. Per la completa e dettagliata formulazione del programma verrà istituito un board che comprenderà oltre al presidente ed ai membri del CTS, rappresentanti laici di Alice possibilmente identificati in almeno una persona in ciascuna regione oltre a esperti riconosciuti e possibilmente vicini all’associazione (neurologi, fisiatri, fisioterapisti, amministratori della sanità pubblica in un numero non superiore a due per ciascuna figura professionale). Dovranno essere giustificate le risorse organizzative se non finanziarie per l’espletamento del progetto.
  • Eventi comunicativi che si succederanno nel corso dell’anno della riabilitazione

Impatto sulla malattia cerebrovascolare

Risultati attesi:

Individuo
Famiglia
Società
Istituzioni

Trasferibilità: Impatto rilevante su istituzioni, pazienti, famiglie e cittadini
Innovazione: Metodologia di survey innovativa per il nostro Paese

Validazione e diffusione dei risultati

Ricadute sul territorio

Livello Locale
Livello Regionale
Livello Nazionale
Livello Europeo

PREDICTUS (PREvenzione della Disabilità da ICTUS) – A cura di A.L.I.Ce.

Scopo del progetto è quello di realizzare una campagna nazionale educazionale rivolta alla popolazione generale sulla prevenzione primaria dell’ictus, attraverso il riconoscimento precoce dei segni e sintomi ad esso collegati e le possibilità di cura disponibili. La campagna vedrà coinvolti Aziende Sanitarie, soprattutto reparti di Emergenza-Urgenza e Centri Ictus, Neurologie, Medici di Medicina Generale e l’Associazione presente sul territorio nazionale che ha come interesse la lotta contro la patologia (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale: A.L.I.Ce. Italia Onlus).
Parte dei messaggi comunicativi saranno creati con tecniche di marketing sociale e realizzati con brevi spot (TV, sale cinematografiche, video nelle sale di attesa delle ASL, radio, giornali, manifesti, locandine, dépliant, social network ecc.).
Un’altra parte dei messaggi, prevalentemente orientati alla prevenzione primaria dell’ictus e alla promozione di sani stili di vita, saranno veicolati da esperti nella materia, durante trasmissioni televisive, convegni, interventi formativi per le aziende sanitarie, scuole, pubbliche assistenze, ed associazioni del territorio, e potranno usufruire anche di altri strumenti più approfonditi (focus paper, opuscoli, rapporti), nonché del coinvolgimento diretto dei soggetti che saranno interattivamente coinvolti nelle campagne di sensibilizzazione (ad esempio attraverso progetti creativi nelle scuole per l’ideazione di spot a tema dopo adeguata formazione sull’argomento).
L’obiettivo finale sarà quello di valutare l’impatto delle campagne educazionali sull’accesso e sui tempi relativi alle cure, al fine di migliorare i percorsi diagnostico-terapeutici tra territorio ed ospedale ed intra-ospedalieri, commisurandoli alle singole necessità e criticità territoriali.  Il progetto consterà di due fasi e sarà articolato come segue:


FASE I – campagna educazionale

  • Raccolta dei dati relativi a tutte le campagne di sensibilizzazione già svolte al fine di individuare le criticità prioritarie.
  • Realizzazione di una raccolta sistematica retrospettiva delle tempistiche e dei percorsi dal territorio all’ospedale
  • Realizzazione in tutte le aziende sanitarie di iniziative di promozione di sani stili di vita per la prevenzione primaria delle malattie cronico-degenerative, compreso l’ictus
  • Realizzazione di iniziative di informazione/formazione rivolte agli operatori sanitari coinvolti nel PDTA dell’Ictus e finalizzate all’analisi delle criticità di gestione del paziente con particolare attenzione alla riduzione dei tempi intraospedalieri

FASE II – analisi dell’impatto campagna educazionale

  •  Dopo la campagna informativa e la messa in atto delle altre azioni previste dal progetto, verrà effettuata una nuova raccolta sistematica delle tempistiche e dei parametri ospedalieri, condotta con la stessa metodologia dell’indagine retrospettiva sopra indicata al fine di valutare se sia necessaria l’applicazione di fattori correttivi nel processo di gestione ospedaliera del paziente.
  • Valutazione dell’impatto del progetto sulla consapevolezza della popolazione, attraverso la somministrazione di appositi questionari e l’analisi dei tempi pre-ospedalieri di accesso alle cure.

Risultati attesi:

  • L’aumento, nella popolazione generale, della capacità di riconoscimento precoce dei sintomi dell’ictus
  • Trasferibilità e miglioramento del processo di standardizzazione dei percorsi di cura dell’ictus su tutto il territorio nazionale riducendo così le disuguaglianze attualmente presenti a causa di differenze organizzative e culturali
  • Innovazione ed allineamento degli standard terapeutici del nostro Paese a quelli delle nazioni più avanzate

Sviluppo e validazione di uno score predittivo di Stroke per le cure primarie – a cura di SIMG

In Italia, il contesto della medicina generale, che costituisce l’ambito principale in cui identificare la maggior parte dei pazienti a rischio, soprattutto quelli a rischio basso-intermedio in cui l’intervento sui fattori di rischio modificabili è certamente quello più efficace in termini di impatto a livello di salute pubblica, ancora è assente uno score predittivo sullo stroke.

Il database, Health Search, della SIMG – Società Italiana di Medicina Generale, la cui appresentatività nazionale è già stata dimostrata, potrebbe quindi permettere la costruzione e validazione di questo score, anche differenziando il peso dei differenti fattori di rischio sia nei pazienti con o senza fibrillazione atriale che in quelli che incorrono in Stroke ischemico o emorragico.

Obiettivo primario

Sviluppare e validare uno score predittivo di Stroke incidente nel contesto delle cure primarie nei pazienti con o senza diagnosi di fibrillazione atriale.

Obiettivo secondario

Valutare le modalità di trattamento prescrittivo ad oggi adottate dalla medicina all’interno dei diversi livelli di rischio dello Score predittivo sopramenzionato.

Risultati attesi

Dal punto di vista dell’innovazione potenzialmente introducibile alla normale pratica clinica, lo strumento ottenuto potrebbe andare ad integrarsi nel software in gestione pazienti posseduto da un numero importante di medici di medicina generale (fino a 18.000 su tutto il territorio nazionale), oltre ad identificare le fasce di rischio su cui valutare il regime di rimborsabilità della terapia farmacologica.I risultati ottenuti dal presente progetto saranno oggetto di pubblicazioni a livello nazionale ed internazionale nonché di comunicazione a congressi.

3D Teleriabilitazione post-ictus a domicilio – A cura di A.L.I.Ce.

Il «Piano Nazionale della Cronicità» dal Ministero della Salute ed il «Piano di indirizzo per la Riabilitazione» approvato dalla Conferenza Stato Regioni, richiedono un aumento di efficienza nella erogazione dei servizi e delle prestazioni offerte ai cittadini a carico del SSN/SSR, ivi comprese le prestazioni riabilitative fornite ai pazienti colpiti da ictus cerebrale. Tenendo presenti le “Linee di indirizzo nazionali sulla telemedicina” del Ministero della Salute, si intendono verificare sul campo ed eventualmente valorizzare i vantaggi, in termini di efficacia ed efficienza, di un approccio assistenziale e riabilitativo supportato delle moderne tecnologie, al fine di sensibilizzare opinione pubblica ed istituzioni sulla opportunità di introdurre e ‘codificare’ l’uso di tali pratiche.

Sono previste le seguenti macro-attività:

  1. Deployment della piattaforma di tele-riabilitazione con installazione della componente domiciliare su un campione di 30 soggetti identificati da A.L.I.Ce. Italia ed ubicati sul territorio nazionale, preferibilmente concentrati su un massimo di 3 Regioni Italiane distribuite in modo da rappresentare l’interno territorio nazionale.
  2. Implementazione ed esecuzione di un piano terapeutico di riabilitazione e recupero, personalizzato. Per ciascuna Regione, si prevede una sessione terapeutica della durata di 3 mesi, con il coinvolgimento di 10 pazienti con necessità di riabilitazione e possibilità di recupero.
  3. Analisi dei risultati e pubblicazione di un Rapporto tecnico-clinico
  4. Divulgazione dei risultati ottenuti

Obiettivi:

  1.  Verificare il livello di gradimento da parte dei soggetti interessati all’uso di soluzioni innovative e tecnologiche per la riabilitazione a domicilio tele-assistita
  2. Verificare il grado di efficienza della riabilitazione a domicilio, in tele-assistenza, con/senza caregiver
  3. Promuovere l’empowerment specifico degli utenti

Risultati attesi:

I risultati del Progetto, serviranno a fornire evidenza dei benefici che la riabilitazione a domicilio tele-assistita, può apportare ai pazienti, alle loro famiglie, al sistema sanitario, alla società:

  •  ai pazienti affetti da disabilità non gravi, perché la esecuzione di un piano terapeutico di recupero a domicilio consente di svolgere gli esercizi ‘giocando’, in ambiente familiare
  • alle famiglie, perché elimina l’onere di accompagnare il proprio caro presso le strutture di riabilitazione convenzionali ed i relativi costi. Questo effetto è amplificato nel caso di pazienti che abitano in zone periferiche
  • al sistema sanitario, perché l’uso di tecnologie oggi disponibili a basso costo consente di modificare la modalità di erogazione della riabilitazione e semplificare il workflow organizzativo. Questo comporta una riduzione dei costi dell’assistenza/pro capite
  • alla società, perché la ottimizzazione dei costi di assistenza/pro capite significa la possibilità di allargare la assistenza riabilitativa pubblica ad un maggior numero di cittadini, rendendola quindi accessibile a tutti, indipendentemente dal loro status socio-economico

Studio di popolazione, con disegno prospettico, sull’epidemiologia dell’ictus e dell’attacco ischemico transitorio – a cura di ISO.

Le evidenze scientifiche ad oggi disponibili suggeriscono che l’incidenza dell’ictus e del TIA siano in riduzione, e che la prognosi di tali patologie abbia subito un trend temporale in miglioramento, risultato ottenuto grazie alle campagne di prevenzione, ed al miglioramento delle strategie terapeutiche volte al controllo dei fattori di rischio cardiovascolare. Di contro il numero totale di eventi sta aumentando nel tempo, a causa del progressivo invecchiamento della popolazione. Si propone pertanto di realizzare uno studio di popolazione nella provincia dell’Aquila (dove erano stati raccolti dei dati nel periodo 1994-1998), con disegno prospettico, sull’epidemiologia dell’ictus e dell’attacco ischemico transitorio (TIA), e di eseguire visite di follow-up, di persona o sottoforma di interviste telefoniche, fino ad un anno dopo l’evento (ictus o TIA). I dati raccolti in un registro contribuiranno al miglioramento delle strategie preventive, oltre che all’ottimizzazione delle strutture dedicate alla gestione acuta dell’ictus, dei servizi ambulatoriali (comprese le cosiddette “TIA clinics”) e della riabilitazione e gestione dell’ictus nella fase post-acuta.

Obiettivi specifici:

  1. Epidemiologia dell’ictus. Stabilire l’incidenza, il ruolo dei fattori di rischio, la mortalità e l’outcome funzionale dell’ictus globalmente considerato e dei suoi vari sottotipi (ischemia cerebrale, emorragia intracerebrale, emorragia subaracnoidea) in un nuovo studio di popolazione. Stabilire l’andamento temporale dell’incidenza e della mortalità e mettere in evidenza i cambiamenti nella prevalenza dei fattori di rischio cerebrovascolare rispetto ai dati raccolti nel periodo 1994-1998.
  2. Trattamento dell’ictus acuto. Fornire dati relativi alle procedure di ricovero nelle Stroke Unit, alla tempistica ed alle modalità di ricovero ospedaliero ed ai trattamenti propri della fase acuta, inclusa la trombolisi. Identificare eventuali disarità e diseguaglianze nell’assistenza ai pazienti con ictus. Raccogliere dati inerenti al riconoscimento e al trattamento dei fattori di rischio cerebrovascolare al verificarsi dell’ictus.
  3. Attacco ischemico transitorio (TIA). Una nuova definizione di TIA è stata proposta nel 2009, e non sono disponibili ad oggi dati epidemiologici sull’incidenza e sulla prognosi del TIA secondo tale definizione. Peraltro le già descritte misure di prevenzione potrebbero aver avuto impatti sull’epidemiologia del TIA oltre che sull’ictus. Ci prefiggiamo l’obiettivo di studiare l’incidenza e la prognosi del TIA e di confrontare i nuovi dati raccolti con quelli ricavati nel periodo 1994-1998.

Significatività ed innovazione

Il registro fornirà informazioni utili a migliorare il trattamento dei pazienti con ictus ischemico ed emorragico. Sarà di aiuto nell’identificare sottogruppi di pazienti con particolari profili di rischio per ictus e TIA. Ad oggi l’epidemiologia del TIA non si è avvalsa della nuova definizione. Il registro perseguirà questo obiettivo, fornendo dati aggiornati sull’incidenza e sulla prognosi del TIA secondo la nuova definizione. Poiché il TIA è un forte predittore di ictus, dati accurati sull’incidenza dell’ictus dopo TIA saranno utili a migliorare i trattamenti preventivi dell’ictus nei pazienti con TIA. Saranno identificate le criticità nella gestione acuta dell’ictus e questo consentirà l’elaborazione di soluzioni su misura per migliorare l’assistenza medica dei soggetti con ictus acuto. 

Progetto Zero – La prevenzione Ictus e Cardiovascolare nei pazienti ipertesi e diabetici – A cura di Corman Spa e A.Li.Ce. Italian Onlus

L’ipertensione, “il killer silenzioso”, è la prima causa di mortalità al mondo. In Italia colpisce il 33% degli uomini ed il 31% delle donne, nella metà dei casi senza saperlo. Il 19% degli uomini e il 14% delle donne sono in una condizione di rischio. I pericoli aumentano con l’aumentare dei valori pressori. La situazione diventa ancora di maggiore rischio se prendiamo in considerazione la popolazione diabetica che in Italia si stima si di circa 3,5 milioni, di cui 1,3 milioni non diagnosticati. Nell’80% dei casi, i pazienti con diabete mellito di tipo II sono ipertesi. Secondo le linee Guida ESC (European Society of Cardiologists) e EASD (European Association for the Study of Diabetes) diabete mellito e Ipertensione arteriosa sono fattori additivi per il rischio di aterosclerosi, malattie cerebro e cardiovascolari. Le principali complicanze della patologia posso essere le seguenti:
• CERVELLO Disturbi cognitivi progressivi e ictus cerebrale.
• CUORE Aritmie, angina, scompensi, ischemie, infarto miocardico.
• RENI Alterazione della funzionalità, nefropatie, insufficienza renale.

Il coinvolgimento delle farmacie, oltre 18.000 in Italia, che sono la prima frontiera del SSN dove i cittadini si rivolgono per trovare informazioni, educazione e consiglio, ha un ruolo fondamentale per sviluppare attività di screening, prevenzione, educazione e formazione dei cittadini sui rischi cerebro e cardiovascolari associati all’ipertensione e diabete. La capillarità del servizio e la specializzazione del personale delle farmacie, opportunamente formato con il supporto di figure sanitarie dedicate, permette lo sviluppo di un efficace modello di prevenzione ed informazione per ipertesi e diabetici che non sanno di esserlo, ed i farmacisti possono diventare un punto di informazione e sensibilizzazione molto importante anche su uno degli aspetti spesso dimenticati delle complicanze cerebro vascolari come l’ictus.

Obiettivi:
1) Diffondere la cultura di un’automisurazione pressoria e glicemica regolare, corretta e accurata. Un corretto monitoraggio aiuta a seguire al meglio la propria terapia e a ridurre il rischio di ictus, infarti ed altre complicanze cerebro e cardiovascolari.
2) Svolgere attività di screening per intercettare nuovi pazienti e valutare il loro profilo di rischio, informarli, educarli, sensibilizzarli sull’ictus ed indirizzarli al target medico se necessario.
3) Formare, educare e sensibilizzare i farmacisti sul loro ruolo chiave nella prevenzione e nello screening dei pazienti a rischio cerebro e cardiovascolare.
4) Raccogliere informazioni/dati e realizzare una pubblicazione per diffondere i risultati dell’attività e sviluppare un documento di “guida/approccio” per i farmacisti per il corretto management dei pazienti a rischio cerebro e cardiovascolare.

Risultati attesi:
I risultati del progetto aiuteranno significativamente ad aumentare la conoscenza del rischio cerebro e cardiovascolare sulla classe dei farmacisti e dei cittadini.
Il percorso formativo permetterà di aumentare la formazione e la specializzazione dei farmacisti sul tema dell’ictus rendendoli più capaci nella fase di screening e più formati per dare risposte e supporto alle famiglie con familiari colpiti dalla patologia.
L’attività svolta su 1.800 farmacie permetterà di mettere il seme della cultura della prevenzione e della sensibilizzazione nei confronti dell’elevato numero di pazienti a rischio, che oggi non hanno ancora la patologia dell’ipertensione e/o del diabete diagnosticata, e per quelli già trattati contribuirà ad aumentare l’adesione alla terapia, passaggio chiave per la riduzione degli eventi.
I dati raccolti permetteranno, di fotografare la situazione della popolazione che entra in farmacia, sempre più il primo posto di accesso del SSN, in modo da fornire utili informazioni anche per future attività/esigenze per il SSN.

Trasferibilità:
Impatto rilevante su Istituzioni, pazienti, famiglie e cittadini.

Innovazione:
Innovativo approccio multidisciplinare e multifattoriale, che permette di prevenire, informare e sensibilizzare i cittadini nel primo punto di accesso al SSN, la farmacia.

Con il supporto di: