Lanciata la campagna P.R.E.S.T.O., per intervenire rapidamente sull’ictus

La Regione Liguria ha lanciato la campagna informativa P.R.E.S.T.O., per aumentare la conoscenza nella popolazione dei sintomi dell’ictus e favorire così un accesso più tempestivo ai Pronto Soccorso. La campagna, come afferma anche Massimo Del Sette, direttore di Neurologia al Galliera e presidente di Alice onlus, è stata chiamata in questo modo, oltre che per sottolineare che non si deve perdere tempo, anche perché ogni lettera suggerisce un sintomo.

Dunque, P come perdere forza a un braccio o a una gamba, R riduzione della vista, E come espressione verbale, ovvero difficoltà nel parlare, e la S per il sorriso che mostra se la bocca è diritta o abbassata da un lato. La T sta per non perdere tempo e la O per ospedale, dove bisogna recarsi immediatamente. In Liguria ogni anno ci sono 4.500 nuovi casi di ictus, mediamente 12 casi ogni giorno, ma secondo un’indagine il 30% delle persone non sa cosa sia un ictus, l’80% sa che occorre chiamare subito i soccorsi se si viene colpiti da ictus, ma il 20% non sa riconoscerne i sintomi.

Al via Progetto Zero: A.L.I.Ce. Italia Onlus e SIMG ancora una volta insieme per combattere l’ipertensione arteriosa

Ridurre i valori della pressione fa diminuire del 40-50% il rischio di essere colpiti da ictus cerebrale

Prevenire l’ipertensione arteriosa, definita anche “killer silenzioso”: questo l’obiettivo del Progetto Zero, nato dalla proficua collaborazione dell’Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale (A.L.I.Ce. Italia Onlus) con la Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG).

A.L.I.Ce. Italia Onlus ribadisce l’appello diffuso in occasione di “Aprile mese della prevenzione”, ricordando quanto sia importante il controllo della pressione nella prevenzione primaria e secondaria dell’ictus, perché ridurre i valori della pressione arteriosa fa diminuire di ben il 40-50% il rischio di essere colpiti da questa patologia.

Innovativo per l’approccio multidisciplinare e multifattoriale, Progetto Zero è il primo e più ampio programma per prevenire il rischio cerebro e cardiovascolare e intende offrire un servizio esclusivo, dedicato alle farmacie italiane e alla popolazione mettendo a loro disposizione strumenti e know-how per educare i professionisti della salute e i cittadini.

Progetto Zero arriva, da oggi, in oltre 800 farmacie distribuite sul territorio nazionale. Infermieri formati e specializzati forniranno un’ampia e personalizzata consulenza ai clienti delle farmacie che aderiscono a Progetto Zero: dalla misurazione della pressione sanguigna al test sui valori glicemici, dai suggerimenti per la prevenzione e gestione quotidiana dei disturbi alla compilazione della scheda per identificare il rischio individuale sulla base dei valori rilevati e di fattori come età, patologie, stili di vita.

“Le farmacie sono la prima frontiera del SSN alla quale i cittadini si rivolgono per trovare informazioni e consiglio – dichiara Nicoletta Reale, Presidente di A.L.I.Ce. Italia Onlus. Il farmacista ha un ruolo fondamentale per sviluppare attività di screening, prevenzione ed educazione dei cittadini sui rischi cerebro e cardiovascolari associati all’ipertensione e al diabete. La capillarità del servizio e la specializzazione del personale delle farmacie permette lo sviluppo di un efficace modello di prevenzione e informazione per ipertesi e diabetici, anche quelli che non sanno di esserlo. Obiettivo del Progetto è quello di informare la popolazione e spronarla a seguire comportamenti e stili di vita corretti”.

Il progetto, realizzato grazie al supporto non condizionato di Corman, ha debuttato nel 2017 ed è stato subito premiato al Cosmofarma Innovation & Research Award; nel 2018, prosegue sotto l’egida dell’Osservatorio Ictus Italia per diffondere e rafforzare la pratica della prevenzione contro l’ipertensione arteriosa.

“L’ipertensione è tra i principali fattori di rischio per eventi cardiovascolari e cerebrovascolari, che sono la prima causa di mortalità nei Paesi occidentali – dichiara il Dottor Damiano Parretti, Responsabile Progetti Area Cronicità Società Italiana di Medicina Generale e delle cure primarie. In Italia, colpisce circa il 30% degli individui adulti, molti dei quali neanche lo sanno. Il 19% degli uomini e il 14% delle donne sono in una condizione di rischio; i pericoli aumentano con l’aumentare dei valori pressori. Il rischio è decisamente maggiore nella popolazione diabetica, pari a circa 3,5 milioni di italiani, di cui 1,3 milioni non diagnosticati. Nel 70% dei casi, i pazienti con diabete mellito di tipo II sono ipertesi”.

A.L.I.Ce. Italia Onlus è l’unica realtà associativa italiana che riunisce sia le persone colpite, i loro familiari e i caregiver, sia infermieri, fisioterapisti, logopedisti coinvolti nella prevenzione e cura dell’ictus, sia i medici di medicina generale, fisiatri, neurologi e gli altri medici esperti nella diagnosi e nel trattamento dell’ictus. La grande sfida è la prevenzione: secondo A.L.I.Ce., infatti, occorre diffondere l’informazione sulle condizioni che aumentano la probabilità di essere colpiti dall’ictus.

Anche a questo scopo è stato fondato nel 2016 l’Osservatorio Ictus Italia, grazie ad un’iniziativa congiunta di A.L.I.Ce., dell’Intergruppo Parlamentare sui problemi sociali dell’Ictus, dell’Italian Stroke Organisation e dell’European Stroke Organization, cui hanno immediatamente aderito anche l’Istituto Superiore di Sanità I.S.S. (Dipartimento Malattie Cardiovascolari, Dismetaboliche e dell’Invecchiamento) e la stessa S.I.M.G.

Principale mission dell’’Osservatorio, infatti, è quella di promuovere maggiore consapevolezza e awareness sulle problematiche legate all’ictus, attuando politiche dedicate sia a livello nazionale che regionale, nell’ottica di divenire principale attore e partner delle Istituzioni pubbliche e private, fornendo leadership, indicazioni strategiche e raccomandazioni in campo sanitario-assistenziale, scientifico-accademico e sociale.

Secondo le linee Guida ESC (European Society of Cardiology) e EASD (European Association for the Study of Diabetes), diabete mellito e ipertensione arteriosa sono fattori che hanno tra di loro un effetto moltiplicativo sul rischio di aterosclerosi che è una delle principali cause delle patologie cerebro e cardiovascolari.

Nel corso di quest’anno, Progetto Zero continuerà a diffondere la cultura dell’automisurazione pressoria e glicemica. Il corretto monitoraggio, infatti, aiuta a seguire al meglio la propria terapia e a ridurre il rischio di ictus, infarti ed altre complicanze cerebro e cardiovascolari.

Il programma favorirà l’attività di screening per intercettare nuovi pazienti e valutare il loro profilo di rischio, informarli e sensibilizzarli sull’ictus ed indirizzarli al target medico se necessario.

I dati raccolti porteranno alla pubblicazione di una guida per i farmacisti sul corretto management dei pazienti a rischio cerebro e cardiovascolare.

L’elenco completo delle farmacie aderenti e il calendario delle giornate, in continuo aggiornamento, sono disponibili cliccando qui.

 

Aprile mese della prevenzione dell’ictus

Anche nel 2018 sono state previste diverse iniziative in tutta Italia per il mese della prevenzione dell’Ictus, con attività di prevenzione, di sensibilizzazione e di informazione su questa patologia, grave e disabilitante. Tra le più attive c’è A.L.I.Ce. Italia Onlus (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale), con eventi in molte regioni per informare sui fattori di rischio e sulla prevenzione di questa malattia.

Con campagne informative come “Aprile mese della prevenzione”, A.L.I.Ce. Italia Onlus intende ridurre l’incidenza dell’ictus cerebrale e migliorare la qualità della vita delle persone colpite, proprio attraverso la diffusione della conoscenza della patologia e dei suoi principali fattori di rischio.

La lista degli eventi organizzati da A.L.I.Ce. è consultabile a questo link.

Settimana del Cervello, focus sulla riabilitazione dall’ictus

Si è tenuta in tutta Italia, dal 12 al 18 marzo 2018, la Settimana del Cervello, promossa dalla SIN (Società Italiana di Neurologia), per sensibilizzare il pubblico sulla ricerca dedicata al cervello. Il tema dell’edizione 2018 è stato “non c’è muscolo senza cervello, con uno speciale focus sul legame tra attività muscolare e attività del cervello, vista anche la concomitanza con la Giornata Nazionale delle Malattie Neuromuscolari, che ha avuto luogo il 10 marzo.

Per quanto riguarda l’ictus, l’iniziativa vede la presenza di A.L.I.Ce. Italia Onlus, Associazione per la lotta all’ictus cerebrale. Secondo quanto affermato dala Dottoressa Nicoletta Reale, presidente dell’Associazione, “il cervello è un organo complesso che va salvaguardato: con la prevenzione e con l’adozione di corretti stili di vita possiamo pensare di mantenerlo in forma, evitando di incorrere in una patologia grave e debilitante come l’ictus cerebrale”.

E un evento a proposito dell’ictus è stato quello dal titolo “Recuperare la capacità di comunicare e migliorare le proprie abilità motorie: in Liguria le persone colpite da ictus possono farlo grazie al canto e quelle affette da Sla con la Pet Therapy”, che ha avuto luogo il 15 marzo a Genova, grazie alla collaborazione tra l’associazione A.L.I.Ce. Liguria Onlus e il Centro Clinico NeMO di Arenzano (GE). È stato così mostrato ai presenti come il canto e le emozioni suscitate dalla musica possano aiutare le persone colpite da ictus a ottenere miglioramenti nella loro capacità di comunicazione e espressione. Vi è stata anche un’esibizione del Coro degli Afasici di Genova, che ha voluto mostrare come attraverso il canto si possano recuperare l’uso del linguaggio e l’armonia della parola persa dopo un ictus.

Al seguente link è possibile trovare l’elenco di tutte le iniziative che hanno avuto luogo durante la settimana.

L’Osservatorio Ictus Italia presente al Congresso Nazionale dell’ISO “Stroke 2018”

I rappresentanti dell’Osservatorio Ictus Italia hanno partecipato oggi alla sessione intitolata “ISO e i rapporti con le istituzioni”, delineando il percorso fin qui svolto e le prossime linee programmatiche

28 febbraio 2018L’Osservatorio Ictus Italia è stato tra i protagonisti della giornata inaugurale del 5° Congresso Nazionale sull’Ictus Cerebrale, organizzato da ISO – Italian Stroke Organization -, che dal 28 febbraio al 2 marzo vedrà gli specialisti del settore confrontarsi sui principali risultati raggiunti ad oggi e sulle ultime novità legate alla patologia.

Nell’ambito della sessione tematica del Congresso intitolata “ISO e i rapporti con le istituzioni”, l’Osservatorio Ictus Italia, rappresentativo dell’integrazione di differenti esperienze, culture e professionalità, fortemente unite nella lotta all’ictus cerebrale e alle malattie cerebrovascolari, ha confermato il proprio ruolo di interlocutore primario delle Istituzioni pubbliche e private e dei Cittadini.

Questo importante appuntamento ha offerto l’opportunità alla Presidente dell’Osservatorio Ictus Italia, Nicoletta Reale, di fare un breve excursus sulle attività svolte a partire dalla sua fondazione nel luglio 2016, ma soprattutto di presentare al mondo scientifico i progetti in cantiere per il 2018, finalizzati a ridurre l’impatto della malattia sulle persone e sulla società.

“Nell’anno appena trascorso abbiamo raggiunto il notevole traguardo dell’approvazione della Risoluzione sulla prevenzione e la diagnosi dell’ictus cerebrale[1] che invita il Governo ad attuare misure specifiche ed immediate a livello nazionale sulla prevenzione, la diagnosi e la cura della patologia – ha affermato la Presidente RealeNel 2018 vogliamo proseguire il lavoro fin qui svolto coinvolgendo attivamente le Istituzioni anche a livello locale, perché il nostro obiettivo è quello di garantire le cure migliori a tutti coloro che sono affetti da ictus nelle diverse fasi della malattia, migliorare la qualità della loro vita e fornire alle famiglie adeguato supporto, attraverso tutti i possibili interventi”.

Con il Progetto “Road Show” sono previsti momenti di incontro istituzionale in alcune regioni “pilota” per valutare lo ‘stato dell’arte’ della prevenzione e del trattamento dell’ictus ischemico e dell’emorragia cerebrale, alla luce dei punti evidenziati dalla Risoluzione nel territorio di riferimento. In particolare, l’Osservatorio perseguirà l’obiettivo di analizzare e proporre strategie risolutive per superare la disomogeneità nella diffusione dei PDTA – Piani Diagnostici Terapeutici Assistenziali – sul territorio nazionale al fine di garantire un livello delle cure che sia equo e dignitoso per tutti coloro che sono stati colpiti dalla malattia o che sono a rischio di ammalarsi.

Il “Report annuale sullo stato dell’Ictus in Italia”, promosso dall’Osservatorio Ictus Italia in occasione della Giornata Mondiale di Lotta all’Ictus (29 ottobre), di cui Francesca Romana Pezzella – Delegato Scientifico dell’Osservatorio Ictus Italia – ha tratteggiato le linee generali, costituirà un documento di particolare rilevanza scientifica e divulgativa, perché presenterà con cadenza annuale la ‘fotografia’ aggiornata sullo stato della patologia e degli interventi messi in atto per contrastarla.

“Stiamo lavorando alla realizzazione di un rapporto rivolto alle istituzioni nazionali e locali, alle associazioni e alle società scientifiche, ma soprattutto ai cittadini, che tramite l’analisi e l’approfondimento di appositi indicatori di riferimento, ha l’ambizione di diventare materiale di consultazione utile e agevole per esperti e meno esperti”, ha comunicato Francesca Romana Pezzella.

“Grazie ai progressi della scienza medica oggi sappiamo che l’ictus cerebrale è un’emergenza medica che si può prevenire e curare, ma è necessario che i Cittadini, siano essi giovani, adulti o anziani, ne abbiano la più ampia consapevolezza”, conclude Nicoletta Reale.

[1] La Risoluzione sulla diagnosi e la prevenzione dell’Ictus cerebrale con il N. 8-00268 è stata approvata dalla XII Commissione Affari Sociali l’8 novembre 2017 ed è stata promossa dall’Intergruppo Parlamentare sui problemi sociali dell’ictus cerebrale, composto da Senatori e Deputati del Parlamento Italiano e da Eurodeputati italiani di diversi gruppi politici, e dall’Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale A.L.I.Ce. Italia Onlus.

Riabilitazione post-ictus, Regioni italiane in ritardo

Sono stati presentati il 25 ottobre, in preparazione alla XIII edizione della Giornata Mondiale contro l’Ictus Cerebrale del 29 ottobre, i primi risultati di un nuovo progetto di monitoraggio dei percorsi di neuroriabilitazione in Italia realizzato dall’Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale (A.L.I.Ce. ItaliaOnlus), in un convegno organizzato con la Fondazione Santa Lucia IRCCS. E quanto emerge è che sono solo sei le Regioni italiane con le carte in regola per quanto riguarda i percorsi di riabilitazione dopo un ictus. Difatti, solo Valle d’Aosta, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna e Marche presentano percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali aggiornati e attivi per la riabilitazione di pazienti post-ictus.

Secondo i dati dell’associazione, ogni anno si verificano 170.000 nuovi casi di ictus in Italia, nell’80 per cento dei quali il paziente sopravvive, ma 49.000 di questi perdono l’autonomia. Un dato che trova conferma nelle stime della Società Italiana di Riabilitazione Neurologica (SIRN), secondo cui “ogni anno in Italia circa 42.300 pazienti presentano alla dimissione dal reparto acuti esiti gravissimi di ictus per i quali è necessario un tempestivo ricovero in strutture di alta specialità adeguatamente attrezzate per la neuroriabilitazione”. In Italia il numero di persone che convive con disabilità conseguenti all’ictus sta raggiungendo ormai la soglia del milione (930.000).

Tutto ciò comporta un onere per il SSN valutato in 3,7 miliardi di euro, il 4 per cento della Spesa Sanitaria Nazionale. Di questi, un terzo è rappresentato dalle spese di trattamento nella fase acuta, mentre gli altri due terzi sono costi generati dalla disabilità. Ci sono poi gli oneri che cadono sulle spalle delle famiglie, dato che, secondo lo studio di A.L.I.Ce., le spese famigliari aumentano del 58 per cento a causa della malattia, e il 69 per cento dei pazienti di età compresa tra i 25 e i 59 anni deve abbandonare il lavoro.

“Già l’indagine che abbiamo realizzato insieme al Censis nel 2011 – osserva la Dottoressa Nicoletta Reale, Presidente di A.L.I.Ce.evidenziava che su un campione nazionale di 500 pazienti colpiti da ictus medio-grave, il 25 per cento non aveva ricevuto alcun trattamento riabilitativo e il 50 per cento era stato sottoposto unicamente a un percorso di riabilitazione domiciliare. C’è la necessità di assicurare cure adeguate ai pazienti che hanno subito un danno cerebrale grave. Il recupero di funzioni complesse che sono state compromesse da un danno neurologico richiede una nuova cultura della riabilitazione e maggiore sostegno alle famiglie”.

Infatti, la riabilitazione post-ictus continua a rappresentare un approccio terapeutico indispensabile per migliorare gli esiti nel paziente e restituirgli la maggiore autonomia possibile, anche per evitare complicanze secondarie dovute alla immobilità. Esistono infatti degli step fondamentali per il recupero quali l’inizio molto precoce, già a partire dai primi giorni dopo l’ictus, di attività riabilitative condotte da personale qualificato, la loro prosecuzione continuativa, le tecniche ed il grado di intensità ritagliati sul singolo caso, il coinvolgimento della famiglia e del caregiver nel praticare attivamente gli esercizi fisici e nella gestione, nella vita di tutti i giorni.

Nonostante le evidenze scientifiche e le linee guida nazionali e internazionali stabiliscano l’applicazione della riabilitazione in modo appropriato e omogeneo per tutti i pazienti colpiti da ictus su tutto il territorio nazionale, “questa prima fase dello Studio dimostra che nel nostro Paese non sempre la riabilitazione viene avviata tempestivamente – dichiara il Professor Domenico Inzitari, Ordinario di Neurologia dell’Università degli Studi di Firenze e Presidente del Comitato Tecnico Scientifico di A.L.I.Ce. – “Inoltre, troppo spesso non viene portata avanti con la sistematicità, la continuità e la durata necessarie. Ogni paziente deve uscire dalla fase acuta con un piano riabilitativo individuale da sviluppare nelle varie fasi e nei vari contesti organizzativo-sanitari, dalla fase intensiva ospedaliera, a quella estensiva territoriale fino alla domiciliare”.

La seconda fase dello studio di A.L.I.Ce. vedrà un’inchiesta campionaria sulla qualità percepita da pazienti e famiglie e la diffusione di una scheda di valutazione che sarà compilata dai professionisti più impegnati sul fronte dell’assistenza all’ictus cerebrale in Italia, con l’obiettivo di valutare la reale implementazione delle procedure di cura e il grado di soddisfazione dei cittadini.

Al seguente link è possibile consultare il programma dell’evento.

L’Osservatorio Ictus Italia in prima linea per i PDTA

Su invito di Cittadinanzattiva – Tribunale per i diritti del malato, i rappresentanti dell’Osservatorio Ictus Italia si sono riuniti intorno al Tavolo di discussione sullo stato di avanzamento dei Percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali messi a punto dalle Regioni in ambito cerebro-vascolare.

Roma, 13 Giugno 2017 – L’Osservatorio Ictus Italia è stato protagonista del Tavolo nazionale di discussione sul report “Ictus: le cure in Italia. Analisi civica dei Percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali”, presentato la scorsa settimana a Roma da Cittadinanzattiva – Tribunale per i diritti del malato.

L’incontro è stato l’occasione per un confronto sullo stato di avanzamento nella realizzazione dei PDTA messi a punto dalle regioni in ambito cerebro-vascolare. Dall’indagine è emerso che soltanto poco più della metà delle regioni italiane ha prodotto un formale Percorso diagnostico, terapeutico ed assistenziale, con il Friuli Venezia Giulia che risulta essere la realtà che ha elaborato percorsi più completi, e Sardegna e Molise che rappresentano invece il fanalino di coda.

“Il superamento delle disparità regionali nel trattamento e nella cura delle malattie cerebrovascolari rappresenta una delle priorità dell’Osservatorio Ictus Italia. – ha spiegato la Presidente Nicoletta RealeLa disomogenea diffusione sul territorio dei PDTA è infatti un elemento che conferma la necessità di un impegno costante e strutturato per garantire un equo e dignitoso livello di garanzia delle cure per tutti i pazienti”. Ritenendo necessario e fondamentale un impegno condiviso per colmare questo divario, la Presidente auspica che “si possa proseguire questa  proficua collaborazione, che coinvolge Istituzioni, Società Scientifiche e l’Associazione  che si fa portavoce delle esigenze e delle problematiche delle persone colpite da ictus, con la finalità di assicurare migliori condizioni di vita a tutti i cittadini, attraverso progressi normativi e legislativi che si adeguino ai risultati che la ricerca scientifica ha raggiunto nella prevenzione, cura della fase acuta e riabilitazione della malattia”.

È infatti ampiamente dimostrato che Piani Sanitari Nazionali/Regionali ben strutturati possano incidere positivamente sul miglioramento della prognosi dei pazienti affetti da ictus cerebrale, in particolare sulla disabilità permanente.

Prezioso il contributo al Tavolo di confronto del Prof. Antonio Carolei, Presidente dell’I.S.O – Italian Stroke Organisation e Consigliere dell’Osservatorio Ictus Italia, che ha sottolineato l’esigenza di una sempre più forte collaborazione delle associazioni di pazienti e delle organizzazioni civiche con i professionisti medici del settore. “Gli specialisti si trovano spesso a dover affrontare i problemi organizzativi e gestionali delle strutture in cui prestano servizio e, allo stesso tempo, a gestire le relazioni con pazienti e cittadini non sempre soddisfatti dei servizi sanitari offerti”, ha affermato, auspicando un dialogo e una comprensione maggiori.


Per queste ragioni il ruolo dei medici è Importante nella definizione delle buone regole. “Spesso le indicazioni ci sono, ma le Istituzioni non le applicano – aggiunge la Dott.ssa Valeria Caso, Presidente dell’E.S.O. – European Stroke Organization e Consigliere dell’Osservatorio Ictus Italia – In alcuni contesti regionali, sono stati gli stessi professionisti medici a lavorare in prima linea alla redazione dei PDTA, ma le regole non sono mai state recepite.”

L’Osservatorio Ictus Italia, nel suo ruolo istituzionale, intende dare un contributo concreto a Cittadinanza Attiva – Tribunale per i diritti del malato e a tutti i soggetti coinvolti, affinché i PDTA possano diventare una strategia comune di tutte le regioni italiane, al fine di garantire la diffusione sul territorio di Percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali omogenei, completi e aggiornati” ha concluso la Dott.ssa Francesca Romana Pezzella, Delegato Scientifico dell’Osservatorio Ictus Italia.