Il 27 novembre è arrivata una notizia importante per tutte quelle persone che assistono un familiare colpito da ictus e non più indipendente, quando la Commissione Bilancio del Senato ha approvato all’unanimità l’emendamento che prevede il “Fondo per il sostegno del titolo di cura e di assistenza del Caregiver familiare”[1]che stanzia 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020 per la copertura finanziaria di interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale del caregiver familiare.

L’emendamento definisce questa figura come “la persona che assiste e si prende cura del coniuge, di una delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto, di un familiare o di un affine entro il secondo grado, anche di un familiare entro il terzo grado, che a causa di malattia, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata, o sia titolare di indennità di accompagnamento”.

La misura riguarda ovviamente anche le persone colpite da ictus, di cui spesso si prendono cura proprio i familiari più vicini, con un “welfare invisibile” ottenuto a costo di grandi sacrifici e che pone rimedio alle gravi carenze delle terapie riabilitative istituzionalmente organizzate dai Servizi Sanitari Regionali.

A proposito si dichiara soddisfatta la Dottoressa Nicoletta Reale, presidente di A.L.I.Ce. Italia Onlus, che oltre a ringraziare la Cooperativa sociale Anziani per aver condotto questa battaglia negli ultimi dieci anni, afferma che “da sempre riteniamo sia fondamentale, soprattutto per le persone colpite da ictus, organizzare al meglio le reti di supporto. Se nella fase acuta della malattia, infatti, il paziente viene preso in carico dall’ospedale, in quella cronica è per lo più la famiglia che ha la responsabilità di decidere, ad esempio, se utilizzare ancora qualche servizio della sanità pubblica, se presente, o rivolgersi a servizi privati o a personale retribuito. Oltre la metà di chi è sopravvissuto ad un ictus presenta un grado di handicap sostanziale che comporta necessità di assistenza domiciliare e supporto continuativi da parte di una persona, il caregiver familiare appunto”.

[1] L’emendamento è contenuto nella Legge di Stabilità 2017(Legge 27 dicembre 2017, N. 205, commi 254-255)